lunedì 18 settembre 2017

30 giorni di libri

Su Anobii e su FB da qualche tempo qualche anno fa circolava un simpatico test intitolato "30 giorni di libri"; praticamente c'èra una domanda o richiesta a cui rispondere ogni giorno per un mese.
Ho deciso di riportare le mie risposte anche qui, ma tutte assieme; essendo passati vari anni, alcune cose sono sicuramente cambiate rispetto alle risposte dell'epoca, ma altre sono invece le stesse.

1- Il tuo libro preferito:

Tanti, uno di questi LA LUNA SULLA BRUGHIERA, di Rebecca Brandewyne.




2) La tua citazione preferita: 

"Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dove è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate".
(Da "Stagioni diverse" di Stephen King).

E' solo una delle tante, non necessariamente la prediletta ma ne ho tante predilette, quindi ho scelto questa.

3-  Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Eponine de "I miserabili" di Victor Hugo

4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto. “Il diario di un curato di campagna” di George Bernanos.

5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto: “I miserabili” di Victor Hugo

6) il libro più corto che tu abbia mai letto: “Romanzetto esci dal mio petto”

7) Il libro che ti descrive: non saprei, ho trovato cose di me in molti personggi di molti libri.

8) Un libro che consiglieresti: “Il conte di Montescristo” di Alexandre Dumas


9) Un libro che ti ha fatto crescere: “I fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskyi, il mio primo incontro- a 13 anni- con la letteratura “alta” dopo I PROMESSI SPOSI- a 10 anni-


10) Un libro del tuo autore preferito. “La gita a Tindari” di Andrea Camilleri

11) Un libro che prima amavi e che ora odi: non credo ce ne siano.

12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere. “Emma” di Jane Austen

13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno): "Da dove la vita è perfetta" di Silvia Avallone

15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi:

“Fossi John Elkann sarei contento d'essere stato svillanneggiato, un volta ancora, dall'ex direttore generale della sua Juventus: la consideri una medaglia al valore"
Da "Eurointerismi" di Beppe Severgnini.


16) La tua copertina preferita: “Charlotte” di Amanda Quick

18) Il primo libro che hai letto. “Taron e la pentola magica”, edizione Disney.

19) Un libro il cui film ti ha deluso: “I love shopping”

20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: tanti, ad esempio: "Il profumo del pane alla lavanda" di Sarah Addison Allen (nella figura di Claire), "Marianna Sirca" di Grazia Deledda (nella figura di Marianna), "Quella vita che ci manca" di Valentina D'Urbano (nella figura di Anna).

21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te. 

Passo, stavolta non ho risposto ad entrambi i quesiti.

22) Un libro che hai letto da piccola. “La Piccola Principessa” di Frances Hogdson Burnett.

23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.

Ne ho uno per entrambe le categorie: “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia, demonizzato dai più ma che a me è piaciuto;” Sulla strada” di Jack Kerouac, universalmente considerato un capolavoro e che io ho trovato molto brutto.

24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo:ancora LA LUNA SULLA BRUGHIERA.


25) Un libro che hai scoperto da poco: la serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante


26) Un libro che conosci da sempre: “Cuore” di Edmondo de Amicis.

27) Un libro che vorresti aver scritto: “-Divise forate" di Alessandro Placidi.



28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli: non penso che miei eventuali figli scamperebbero a “Il giornalino di Gianburrasca” (per non ripetere i soliti tre noti....)


29) Un libro che devi ancora leggere: "Lezioni americane" di Italo Calvino

30) Un libro che ti ha commosso: “Eva dorme” di Francesca Melandri.

sabato 16 settembre 2017

L'estate di Sgt Pepper's, di George Martin



Titolo Originale: Summer of love- The making of Sgt. Pepper's

Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Inghilterra, 1967/'68






Il 2 giugno 1967 usciva "SGT. Pepper's lonely hearts club band", l'album più importante dei Beatles; la storia del primo concept album nella storia della musica non poteva che esserci raccontata da chi ha vissuto la lavorazione dell'album in prima persona, ovvero Sir George Martin, produttore del gruppo che in questo libro ci fornisce in maniera  dettagliata, sviscerando canzone per canzone la nascita del capolavoro dei Fab Four.
Il libro è giustamente considerato una pietra miliare per ogni beatlesiano che si rispetti ed è certamente una lettura appassionante ed interessante, anche se l'inevitabile "surplus" di dettagli tecnici  da addetto al lavoro può stufare ogni tanto (anche perchè, diciamolo, non sempre si capisce tutto se non si è dell'ambiente), rimane però il fatto di avere davvero la sensazione di stare assisitendo, seppure in maniera indiretta, alla nascita di un capolavoro.
E scusate se è poco....!

mercoledì 13 settembre 2017

Patto con il diavolo, di Lorraine Heath


Titolo originale: In bed with the devil

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Inghilterra, 1851

Collegamenti con altri romanzi: E' il primo romanzo della serie "I libertini di St. James", composta da:

- Patto con il diavolo;
- Tra le braccia di un duca;
- Il duca dissoluto;
- Piaceri di mezzanotte



Lucian Langdon, conte di   , si è guadagnato il soprannome di "Conte Diavolo" a causa della sau infanzia trascorsa nei bassifondi e sopratutto dell'omicidio dello zio, avvenuto quando ancora era un ragazzino.
Per questo la buona società lo evita come la peste, cosa che a lui non sembra importare affatto visto che continua a frequentare gli amici d'infanzia, ormai cresciuti e dediti ad altre attività.
Lucien vorrebbe sposare Fanny,    ma la ragazza rifiuta la proposta dell'amico con la motivazione che non desidera affatto entrare in un ambiente chiuso e pieno di regole ed etichette che non conosce, come quello della nobiltà. Deciso a non demordere, Lucien decide così di accettare la strana richiesta venutagli da Lady Catherine Mabry: se lui ucciderà l'uomo che lei gli indicherà, lei in cambio trasformerà Fanny in una perfetta lady...



In questo romanzo la cosa più evidente ( e quella che mi ha attirato di più) è l'omaggio a Charles Dickens, sopratutto al suo "Oliver Twist", romanzo ancora oggi molto amato e reso attuale da varie versioni cinematografiche.: non si può in altro modo leggere la scelta del libro che Catherine legge al padre e sopratutto la scelta della banda di monelli di Feagan ( variazione di Fagin).
I quali monelli però avranno destino ben diverso da quelli dickensiani: quando Lucian uccide il figlio del vecchio conte di    (e tutta la faccenda verrà chiarita nel corso del romanzo), costui riconosce in lui il nipote scomparso anni prima che da tempo stava cercando. Lucian improvvisamente passa quindi dalle stalle alle stelle, e con lui tutti i suoi amici, dato che il vecchio conte si prodigherà per aiutare anche loro togliendoli, di fatto, dalla strada.
Una volta morto il nonno, il nipote eredita titolo e ricchezze, venendo però snobbato dall'intera alta società che non gli perdona la sua umile infanzia, seppure tutti sanno dovuta a una grande disgrazia (i genitori di Lucian furono assassinati in un vicolo mentre passeggiavano con il figlio, che sparì); la cosa non dispiace al nostro eroe, anche perchè lui racconta di avere soltanto finto di essere il nipote dell'anziano conte, conscio che ciò gli avrebbe permesso non solo di portare a casa la pelle ma anche di togliersi dalla vita di strada. Egli si sente quindi in colpa per aver scippato il titolo al legittimo erede, il cugino Marcus, e sopratutto per aver ingannato l'anziano, al quale comunque era affezionato.
E' un eroe molto complesso, il nostro, che non ci pensa proprio a rinunciare alla propria ricchezza e posizione sociale anche se vive la cosa con senso di colpa che lo porta a non prendersi nemmeno la briga di sfatare le brutte voci sul suo conto; è un uomo che sembra quasi voglia precludersi apposta la possibilità di essere felice. Vive attaccato ai vecchi compagni e si intuisce da subito che quello che prova per Fanny non è vero amore, ma appunto solo una forma di attaccamento e di paura che l'incontro con Catherine, eroina coraggiosa e disposta veramente a tutto per salvare l'amica maltrattata dal marito, riuscirà pian piano a risolvere.
Certo non un capolavoro, ma comunque molto gradevole e ben costruito.

domenica 10 settembre 2017

Le mele di Kafka, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione: 2016

Ambientazione: Bellano, 1960


Abramo Ferrascini, campione di bocce, si sta preparando a  partecipare al campionato provinciale quando arriva una drammatica notizia dalla Svizzera, dove risiede la sorella di sua moglie Rosalba: il cognato Eraldo è ricoverato in gravissime condizioni e sta per morire. Mettersi in viaggio per Lucerna (dove vivono i due congiunti) è scontato, ma il piano di Abramo è quello di tornare in tempo per la domenica successiva, giorno del campionato. Ce la farà?


Mi ripeto inutilmente, per me Andrea Vitali è una garanzia anche quando, come in questo caso, la lettura non mi lascia un granchè. Ma è davvero un autore gradevole, che riesce ad imbastire storie carine (quando non proprio belle) anche partendo da un annedoto tutto sommato insignificante come quello (nemmeno si sa se veritiero o no) che dà il titolo a questo romanzo.
Pare infatti che ai primi del '900 lo scrittore Franz Kafka, soggiornando in una pensione di Lucerna in Svizzera, si sia lamentato per la scarsa quantità e qualità della frutta che gli era stata servita; da allora nella medesima pensione troneggia un grande cesto con delle belle mele rosse, come una specie di monito insomma; queste mele appunto sono chiamate "le mele di Kafka".
Dell'annedoto però veniamo a conoscenza solo nella parte centrale del romanzo, tant'è vero che per un bel po' mi sono detta "ma che c'entra 'sto titolo con questa storia"; il vero filo conduttore infatti sono le bocce, alle quali tra l'altro le famose mele somigliano parecchio. Il campionato provinciale infatti, è l'evento che porta una ventata di vivacità nella tranquilla vita del paesino sul lago di Como dove puntualmente il Vitali ambienta tutte le sue storie. I protagonisti principali qui sono due coppie: le sorelle Rosalba e Fioralba con i rispettivi mariti Abramo ed Eraldo.
Quest'ultimo in realtà non compare mai direttamente, anche se è il motore di tutta la vicenda: trasferitosi dopo il matrimonio a Lucerna assieme alla moglie e cameriere nel più grande hotel della città,  dopo un improvviso malore è ricoverato in ospedale e i precisissimi medici svizzeri gli hanno dato al massimo due giorni di vita. Qui parte subito un flashback di qualche anno prima, dove ci viene raccontato la storia della famiglia delle due sorelle e il nascere delle rispettive storie, con un piccolo intoppo segreto: una sera la Rosalba e l'Eraldo, già fidanzati e rimasti soli , si erano scambiati per sbaglio un bacetto. Il tutto era davvero avvenuto per sbaglio, ma per la povera Rosalba questo ha significato l'inizio di un amore completamente segreto e minimamente corrisposto per il futuro cognato, che anzi non aveva una grande opinione su di lei. Anche per questo la notizia della prossima dipartita del cognato la sconvolge così tanto e vuole assolutamente andare in Svizzera nella spernza di potergli dare un ultimo saluto. Rosalba in fondo mi ha fatto tenerezza: vive la sua vita attorno a un sogno mai nemmeno esistito, e per lei la morte di Eraldo rappresenterà anche la morte dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni. Se non ci fosse stato il colpo di scena finale, forse, avrebbe significato anche un nuovo inizio per il suo rapporto con il marito, che nulla sospetta di quanto accade interiormente alla moglie.
E quindi solo alla fine sarà ben chiaro il vero significato del titolo del romanzo e delle famose mele di Kafka...
Non indimenticabile come ho già detto, Vitali ha fatto di meglio, ma come sempre molto gradevole sopratutto per i personaggi e le dinamiche che avvengono fra di loro.

giovedì 7 settembre 2017

Quando la fantasia corre...

Non so se capita anche a voi quando leggete un libro…ma credo che, alla maggior parte dei lettori capiti.
Capita, cioè di immaginare i vari personaggi in un certo modo.
Essendo un’appassionata di cinema, per me ormai il binomio lettura- film è diventato la norma.
E quindi, molto spesso, per me è automatico immaginare un certo personaggio col volto di un tale attore o di una tale attrice.
In un blog in cui ho scritto per molto tempo ho proposto due volte le mie "versioni cinematografiche" di due romanzi, e ora intendo riproporre questo giochetto anche su questo blog.
ho cercato di trovare foto il più possibili somiglianti alla mia idea del personaggio in questione, quindi capita che alcuni attori vengano ritratti in foto non recenti o anche vecchie di alcuni anni. A volte c'è una spiegazione per un volto, altre volte no perchè immaginarlo è stato istintivo.

Ma insomma, il bello dell'immaginazione è pure questo no?


Stavolta è il turno della serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante. Nonostante non abbia ancora letto gli altri due libri, penso di poter stilare un cast virtuale di un'eventuale versione tv o cinematografica di questa serie prendendo i personaggi principali, ritratti nella versione adulta e giovane che a mio avviso la parte centrale del racconto. 







Margaret Madè: Lila Cerullo



Da subito ho pensato a lei per il ruolo di Lila, e qualche descrizione fisica del personaggio qua e là nel romanzo mi ha confermato che potrebbe essere una buona scelta. Certo l'attrice deve essere sui 35, ma come vi ho detto la "scelta" per me diventa spesso istintiva.



Alessandra Mastronardi: Elena Greco



Qui in realtà la mia prima scelta era stata Cristiana Capotondi...e ancora, non sono del tutto convinta che non fosse davvero la più adatta. 






Domenico Diele: Nino Sarratore


Non desidero commentare o entrare nel merito della vicenda personale che ha recentemente coinvolto questo attore. Già leggendo il primo libro (prima che accadessero i fatti di cui tutti sappiamo) avevo immaginato Nino con questo volto, mi limito a questo. Del resto anche andando avanti con la lettura trovo che vada proprio ben per questo personaggio piuttosto squallidino...



Giuseppe Zeno: Stefano Carracci



Il marito di Lila. Anche qui l'immagine presentata durante la lettura istintivamente , si è rivelata in un certo senso giusta: ho scoperto solo dopo che l'attore è marito di Margaret Madè.


Marco Bocci: Marcello Solara






Riccardo Scamarcio: Michele Solara


Ahò, che vi devo dire....a me piace!



Giulio Cristini_ Pietro Airota


Visto in "Braccialetti rossi", ho pensato a lui per il ruolo del fidanzato (poi marito) di Elena.




Michele Riondino: Enzo Scanno






Diana Del Bufalo: Gigliola Spagnuolo

Forse non sta benissimo in coppia con Scamarcio...



Bianca Guaccero: Carmen

Qui forse l'assonanza sta nel fatto che questa attrice è nota per aver interpretato molti ruoli di donna napoletana, uno in particolare molto bello(nella fiction "Mia madre").


Mary Petruolo: Ada

Ricordo quest'attrice per alcuni ruoli in alcune fiction anni fa. Non l'ho sentita di recente, la foto che ho trovato è datata 2015. 



Nonostante gli sforzi non sono riuscita a dare un volto ai personaggi di Antonio, Pasquale, Rino e Pinuccia.

lunedì 28 agosto 2017

Espiazione, di Ian McEwan



Titolo originale: Attonement

Anno di pubblicazione : 2003


Ambientazione: Inghilterra, anni '30/'40




1935: la famiglia Tallis attende il ritorno del primogenito Leon, è stata organizzata una cena e la sorella minore Briony di 11 anni ha organizzato anche uno spettacolo teatrale interamente scritto da lei. Nella villa sono ospiti anche i tre cugini, Lola e i gemelli Pierrot e Jackson, mandati dai parenti dai loro genitori che stanno divorziando.
Durante la giornata Briony, bambina dalla fervida immaginazione, scopre casualmente la sorella maggiore Cecilia e Robbie. figlio di una domestica, mentre sono soli in biblioteca; la ragazzina equivoca completamente quanto ha visto, e quando la sera la cugina Lola subisce uno stupro senza sapere identificare l'autore, Briony incolpa Robbie, che viene arrestato.....



Il romanzo è diviso in due parti: la prima parte descrive interamente la giornata fatidica in cui la vita e i destini dei componenti della famiglia Tallis e di Robbie Turner cambiò completamente; la seconda invece è la versione di Briony adulta e scrittrice, la sua "espiazione" per il delitto di cui si rese responsabile da bambina.
Il tema principale quindi, oltre all'espiazione del titolo, sono i sensi di colpa, davanti a cui ci si pone un preciso interrogativo: ma se qualcuno sbaglia perchè troppo piccolo per capire davvero, o perchè fraintende,  meno grave? E' assolvibile? Come si può cercare di ricomporre la frattura creatasi?
L'Io narrante, Briony, nell'estate del 1935 è una undicenne dalla fervida immaginazione, aspirante scrittrice, cresciuta in una famiglia ricca da genitori affettuosi ma assenti (il padre per lavoro, la madre perchè soffre di emicrania) e lasciata praticamente a sè stessa, in balìa delle proprie fantasie che solo in parte riesce a sublimare con la scrittura e la realizzazione di intricati drammi. E' intenta nei preparativi di un mini spettacolo teatrale da lei interamente scritto e realizzato, regalo per il fratello Leon che torna dall'università per le vacanze assieme ad un amico; anche la sorella maggiore Cecilia è tornata per le vacanze ma è totalmente intenta ai suoi pensieri, che Briony non può capire data la giovane età, ma che al lettore appare subito chiaro riguardino il rapporto con Robbie, figlio di una domestica. 
In casa sono ospiti anche i cugini, l'adolescente Lola e i gemelli Pierrot e Jackson, rifilati gli zii dai genitori che si stanno separando; queste tre figure mi hanno commosso, una ragazzina e due bambini già sofferenti per ciò che sta capitando in casa loro catapultati in una realtà dove vengono trattati con affetto a in maniera distante, e dove l'unica persona a rapportarsi davvero con loro è Briony che però li tartassa per farli recitare nella sua commedia, senza peraltro apprezzarne lo sforzo. Anche loro in fondo sono molto soli.
In questa prima parte è interessante vedere come l'autrice ha modo di ritornare varie volte su una stessa azione, ma vedendola e interpretandola con gli occhi dei vari personaggi che vi assistono; uno stesso gesto è interpretato da uno in un modo, da un'altro in un altro modo....anche grazie a questo è molto facile creare situazione e fraintendimenti anche tragici, come difatti accade. Vedendo una scena di tensione sessuale tra Robbie e Cecilia che lei non può capire, Briony ne rimane impressionata a tal punto da accusare il povero ragazzo di un crimine orrendo, sancendo così il destino proprio e dei familiari. 
Tutto ciò che succederà negli anni a venire, ovvero la seconda e terza parte del romanzo, continua a girare attorno a questo terribile errore: Briony non riuscirà mai a liberarsi veramente di ciò che ha fatto, e nell'ultima parte si capisce come abbia utilizzato la sua attività di scrittrice per compensare- almeno negli intenti- il male commesso, anche se inutilmente e tardivamente.
Molto lento nella prima parte (il ritmo io l'ho associato appunto a certi pomeriggio d'estate afosi e lenti), più ritmato e coinvolgente nelle altre due, ha un finale che converge in un'espiazione finale che non consola e non risolve.
Un libro bello e intenso come pochi.

venerdì 25 agosto 2017

La regina della Rosa Bianca, di Philippa Gregory


Titolo originale: The White Queen

Anno di pubblicazione: 2009


Ambientazione: Inghilterra, dal 1464 al 1485


Collegamento con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie "La guerra dei cugini", composta da:

- La signora dei fiumi;
 - La Regina della Rosa Rossa;
- La Regina della Rosa Bianca (2009);
- La futura regina;
- Una principessa per due re (2012);
-La maledizione del re.




Inghilterra, 1484: Elisabetta Woodwille è figlia di Sir Richerd Woodwille e appartiene quindi a una famiglia sostenitrice della casata dei Lancaster nella guerra denominata "Delle Due Rose". Rimasta vedova con due figli piccoli, dopo l'ascesa al trono di Edoardo IV di York si trova a essere spogliata di tutti i suoi averi, senza avere un'eredità per i figli. Decide così d rivendicare presso il re il patrimonio lasciatole dal marito, e per farlo si reca a incontrare Edoardo per porgergli la sua supplica.
Tra i due è subito colpo di fulmine, tant'è che poco dopo si sposano in segreto; alla fine della guerra, Edoardo sale al trono ed Elisabetta diventa regina, portando al massimo prestigio anche la sua famiglia. Ma gli intrighi di corte, le invidie, i rancori possono portare al ribaltamento dei ruoli da un momento all'altro....


Dopo aver terminato la serie sui Tudor. ho deciso di cominciare questa dedicata alla "guerra delle Due Rose" tra York e Lancaster.
Non sono rimasta delusa da questo primo romanzo; seppure romanzato (e quindi con qualche licenza) è accurato dal punto di vista storico, i personaggi sono forti e incisivi anche quando sono minori (mi sono rimaste impresse le due sorelle Isabella e Anna Neville, che ho poi scoperto saranno protagoniste di uno degli altri romanzi), gli intrighi e i colpi di scena si susseguono in maniera soddisfacente, come deve essere in questo tipo di narrazione.
La figura principale e voce narrante è Elisabetta Neville, regina un po' trascurata dalla storia inglese; certo non è il personaggio più amabile e simpatico che si possa trovare in un romanzo, anzi....devo dire che nonostante tutte le sue vicissitudini, le sue disgrazie e il suo affrontarle sempre con determinazione e senza lasciarsi andare, non ho affatto apprezzato la sua mancanza di pietà contro chi non poteva difendersi. La scena in cui assieme alla madre lancia un incantesimo in cui provoca una tempesta che impedisce alla nave su cui viaggia Isabella in procinto di partorire  di andare in porto, con conseguente drammatico parto della poveretta sola sulla nave in tempesta e successiva morte del bambino, mi ha fatto molta rabbia. E così la sua incuranza verso il povero paggetto che sostituiva il figlio Riccardo e che è stato ucciso assieme al principe Edoardo nella Torre (la vicenda è quella, celebre, dei "principini nella Torre"); è vero che una madre sarebbe disposta a tutto pur di salvare il proprio figlio, ma che sia proprio "tutto tutto", no...!
Elisabetta è comunque un personaggio interessante: discendente- per parte di madre- dalla dea Melusina (di cui ama ripetere la storia) e quindi mezza strega (come la madre) e dotata di poteri che in quell'epoca è meglio nascondere, inizialmente è una giovane vedova nullatenente e appartenente a una famiglia che, seppure perdonata, è considerata traditrice per aver combattuto il nuovo re Edoardo; praticamente per una donna in quell'epoca peggio non poteva andare. E' così costretta  dalla necessità a esporsi andando a fare una supplica al re. Le cose andranno meglio di ogni più rosea prospettiva, dato che tra i due scoppierà un vero e proprio (e poco credibile) colpo di fulmine per cui Edoardo, pur di portarsi a letto Elisabetta, se la sposa. SE vi sembra strano,sappiate che i sentimenti d'amore in questo romanzo non è che contino granchè; la maggior parte sono trattati di sfuggita, perchè in queste narrazioni quello che contano sono gli intrighi, gli odi familiari, le rivalità, le guerre.
Elisabetta fin dall'inizio saprà destreggiarsi da tutto ciò- grazie anche alla sua natura maligna- pagando però un prezzo altissimo, visto che suo figlio Edoardo, erede al trono, le verrà portato via e assassinato. Qui l'autrice sposa la tesi che comunque non sia stato Riccardo III a uccidere i poveri nipotini prigionieri nella Torre: del resto non ci ho mai creduto nemmeno io, non avrebbe avuto mlta convenienza dalla cosa.
Altri personaggi che rimangono in mente sono la madre Jacquetta, Il fratello maggiore Anthony, i due fratelli di Edoardo IV, Giorgio e Riccardo, e la giovane Elisabetta (che sarà protagonista di uno dei romanzi della serie).
Come sempre, molto interessante anche se da non prendere storicamente alla lettera.